La CNIL ha registrato 6 167 notifiche di violazioni di dati personali nel 2025, un livello definito eccezionale. Nel frattempo, l’ANSSI osserva un aumento di quasi il 50 % degli incidenti che coinvolgono un’esfiltrazione di dati. Questi due indicatori delineano un panorama in cui la minaccia non si limita più al classico ransomware: si sposta verso il furto silenzioso di informazioni, senza crittografia dei sistemi.
Violazioni di dati in Francia: i numeri di CNIL e ANSSI a confronto
I rapporti annuali della CNIL e dell’ANSSI coprono ambiti diversi, ma il loro incrocio rivela dinamiche complementari.
| Indicatore | 2024 | 2025 | Evoluzione |
|---|---|---|---|
| Notifiche di violazioni (CNIL) | circa 5 630 | 6 167 | aumento di circa il 9,5 % |
| Incidenti trattati (ANSSI) | 1 361 | 1 366 | quasi stabile |
| Esfiltrazioni di dati (ANSSI) | 130 | 196 | aumento di quasi il 50 % |
Il numero globale di incidenti trattati dall’ANSSI rimane stabile. Tuttavia, la proporzione di esfiltrazioni in questo totale aumenta nettamente. Ciò significa che gli aggressori privilegiano il furto di dati rispetto alla paralisi dei sistemi.
Dal lato della CNIL, l’hacking rappresenta circa la metà delle notifiche ricevute. L’altra metà comprende errori umani, perdite di supporti fisici e difetti di configurazione. Esplorare l’universo Cyber Huge online consente di comprendere meglio le categorie di minacce che gravano su organizzazioni e privati.
Estorsione senza crittografia: perché questo metodo cambia le regole del gioco

Il ransomware tradizionale blocca i file e richiede un pagamento per decrittarli. L’estorsione senza crittografia funziona in modo diverso: gli aggressori copiano i dati e poi minacciano di pubblicarli se la vittima non paga.
Questo spostamento ha conseguenze dirette sulla strategia di protezione.
- Le copie di sicurezza regolari, a lungo considerate il principale baluardo contro i ransomware, non sono più sufficienti. Ripristinare i propri sistemi non impedisce la divulgazione di dati già rubati.
- La rilevazione delle esfiltrazioni diventa prioritaria. Monitorare i flussi in uscita dalla rete, individuare trasferimenti insoliti di file di grandi dimensioni, segmentare gli accessi a basi sensibili: queste misure guadagnano importanza.
- La pressione sulle vittime è diversa. Un’azienda può rilanciare la propria attività dopo una crittografia, ma non può “annullare” una fuga di dati dei clienti già in circolazione.
Le copie di sicurezza non proteggono più contro l’estorsione tramite esfiltrazione. Questa constatazione obbliga a ripensare le priorità di sicurezza, ponendo la sorveglianza dei flussi di dati allo stesso livello della protezione perimetrale.
Fornitori e subappaltatori: il collegamento mirato delle violazioni massicce
Il rapporto della CNIL sottolinea uno spostamento verso incidenti che coinvolgono fornitori, host e subappaltatori. Compromettere un solo intermediario tecnico consente di accedere ai dati di decine, a volte centinaia di organizzazioni clienti.
Questo schema spiega perché le violazioni definite “massive” si moltiplicano. L’aggressore non punta più a un’azienda isolata: mira al nodo centrale che concentra le informazioni di molti clienti.
Conseguenze per la scelta di un fornitore
Affidare i propri dati a un terzo non trasferisce la responsabilità. Il GDPR impone al titolare del trattamento di verificare le garanzie di sicurezza dei suoi subappaltatori. Tre punti meritano particolare attenzione:
- La clausola contrattuale di notifica: il subappaltatore deve informare il titolare del trattamento entro un termine definito dopo ogni violazione, e questo termine deve essere compatibile con l’obbligo di notifica alla CNIL entro 72 ore.
- L’audit di sicurezza: un fornitore che rifiuta un diritto di audit contrattuale invia un segnale negativo. La possibilità di verificare le misure tecniche in atto (crittografia a riposo, segmentazione della rete, registrazione degli accessi) rimane un criterio di selezione.
- La localizzazione e la replicazione dei dati: sapere dove sono archiviati i dati e se sono replicati in altri siti consente di valutare la superficie di esposizione reale.
Compromettere un subappaltatore dà accesso ai dati di tutti i suoi clienti. Questo rischio di concentrazione giustifica una vigilanza rafforzata sulla catena di fiducia.
Soluzioni di protezione dei dati: cosa rilevano realmente gli strumenti

Le soluzioni di cybersicurezza si suddividono in diverse categorie funzionali. La tabella seguente riassume le loro capacità di fronte ai due tipi di minacce dominanti.
| Tipo di soluzione | Protezione contro la crittografia (ransomware) | Rilevazione di esfiltrazione |
|---|---|---|
| Antivirus / EDR (Endpoint Detection and Response) | Sì, tramite analisi comportamentale | Parziale, a seconda della soluzione |
| Firewall di nuova generazione (NGFW) | Indiretta (blocco del vettore d’ingresso) | Sì, tramite ispezione dei flussi in uscita |
| DLP (Data Loss Prevention) | No (non è il suo ruolo) | Sì, monitoraggio dei trasferimenti di file |
| Backup crittografato offline | Sì (ripristino post-incidente) | No |
| SIEM (gestione degli eventi di sicurezza) | Rilevazione tramite correlazione di allerta | Sì, tramite analisi dei log di rete |
Nessuna soluzione unica copre entrambi gli scenari. La combinazione di EDR, DLP e SIEM offre la copertura più ampia di fronte alle minacce attuali, ma il suo dispiegamento richiede competenze interne o un fornitore specializzato.
Prioritizzare in base alla dimensione dell’organizzazione
Una piccola impresa non ha le stesse risorse di un gruppo del CAC 40. Per le strutture modeste, un EDR correttamente configurato associato a backup offline costituisce una base minima. L’aggiunta di uno strumento DLP diventa pertinente non appena l’organizzazione gestisce dati sensibili dei clienti (salute, finanza, dati identificativi).
Il rapporto dell’ANSSI menziona che l’85 % dei ransomware in Francia inizia con un attacco di identità (furto di credenziali). Rafforzare l’autenticazione multifattoriale su tutti gli accessi critici rimane la misura con il miglior rapporto costo-efficacia, indipendentemente dalla dimensione della struttura.
La tendenza all’estorsione senza crittografia ridistribuisce le priorità di sicurezza. Il volume di notifiche alla CNIL e l’aumento delle esfiltrazioni documentate dall’ANSSI confermano che proteggere i propri dati passa ora tanto attraverso la sorveglianza dei flussi in uscita quanto attraverso il blocco dei punti d’ingresso. L’autenticazione multifattoriale, la rilevazione di esfiltrazione e il controllo dei subappaltatori formano il trittico su cui gli investimenti producono l’effetto più misurabile.



